In Dall'Homo sapiens all'Homo ridens, Eventi

L’8 febbraio, vicino Roma, ad Ostia, ci sarà la prima presentazione ufficiale del libro. Per la verità è un’anteprima dedicata agli amici di sempre, quelle persone che hanno visto da vicino, sul nostro territorio storico, l’evoluzione delle nostre idee, la crescita delle nostre associazioni ed organizzazioni. Proprio per questo abbiamo un po’ di trepidazione.

 

Abbiamo già vissuto questo stato d’animo di attesa emozionata prima d’ora: ad esempio all’importante fiera Tisana di Lugano, in Svizzera, nel 1999, quando presentammo “La terapia del ridere. Ci chiedevamo: come sintetizzare in un’ora scarsa le ricerche di un anno? Come essere brillanti (l’argomento lo esige) senza essere troppo “leggeri”? Scoprimmo che In questi casi c’è poco da pensare; bisogna inserire il pilota automatico, cioè il nostro sentire, l’intuizione del momento, l’ ”ascolto” dei volti delle persone in prima fila, che si aspettano “qualcosa” da te e lasciarsi andare al sentimento della condivisione.

Fare ricerca, in biblioteca, allora, ed oggi anche nel web, assomiglia molto al lavoro del detective. Il giallo da risolvere è: è vero quel che intuiamo, che – ad esempio – la società si è intristita moltissimo? E’ vero quel che ci sembra di capire, che c’è in giro un vero e proprio imbecillimento? E’ vero, come sentiamo, che la vibrazione della gioia, veicolata dal ridere, potrebbe essere la chiave nascosta per venir fuori da una società alla frutta (se non all’amaro) ?

Probabilmente la tristezza che percepiamo, figlia della paura e forse della rassegnazione, è così cresciuta poiché sembrano non esserci “appigli” per esercitare la fiducia, la speranza, il coraggio: quelle emozioni positive che ci consentono di guardare al nostro presente con occhi diversi e “futuri” . Quelle che sono le emozioni della vita. Le persone più sensibili non intravedono più spiragli di luce, mentre quelle meno sensibili (sulle quali il Paradigma della Valle di Lacrime ha infierito di più) hanno proprio smesso di pensare.

Noi qualche spiraglio di luce lo abbiamo trovato, ora si tratta di allargarlo, affinchè divenga finestra e speriamo prima o poi… porta spalancata. Una porta dalla quale uscirà (metaforicamente parlando) l’Homo Ridens volando e gioendo di nuove possibilità di cura, di relazione, di vita.